Oggi l’ecologismo non è più una semplice mania, ma una vera e propria religione. Bisogna credere nella catastrofe planetaria. Le grandi fedi tradizionali, cattolicesimo incluso, sono in crisi, e così l’essere umano, pur di colmare il proprio bisogno di trascendenza, si rifugia in nuovi pseudo-credi. Da questi scaturiscono regole comportamentali, alimentari ed etiche assolute e indiscutibili. Chi non le osserva è un nemico, un ignorante, o quantomeno un eretico da convertire.
Se fa caldo a febbraio? Colpa del surriscaldamento globale. Se invece fa freddo a giugno? Sempre colpa del surriscaldamento globale. Non c’è scampo. Il nuovo dogma non ammette eccezioni.
Eppure, la scienza e la storia raccontano un’altra verità: il clima cambia anche indipendentemente dall’intervento umano. Non che l’uomo non stia danneggiando l’ecosistema — lo sta facendo, e non poco — ma non è la causa primaria e assoluta di ogni mutamento climatico, come sostengono i fanatici gretini.
I dati storici lo dimostrano. Tra il IX e il XIV secolo, ad esempio, la regione del Nord Atlantico conobbe un lungo periodo di temperature insolitamente elevate, tanto da essere definito “Periodo Caldo Medievale” (PCM). Poi, a partire dal 1300, il clima cominciò a raffreddarsi: i ghiacci tornarono ad avanzare, e iniziò la cosiddetta “Piccola Era Glaciale”, durata fino alla metà del XIX secolo.
Durante quel lungo inverno storico — quasi cinquecento anni — la temperatura media terrestre calò drasticamente, con effetti devastanti: carestie, malattie, ghiacciai che inglobavano villaggi interi. L’inverno del 1709, in particolare, è ritenuto dagli esperti il più freddo degli ultimi cinque secoli. Non si moriva di freddo solo in Europa, ma anche in America. La glaciazione proseguì fino al 1850, anno in cui le temperature cominciarono a salire, segnando l’inizio del riscaldamento attuale.
Sono circa 150 anni che le temperature si stanno alzando. È naturale che i ghiacciai si ritirino: succede sempre quando il clima si riscalda. È accaduto molte volte nel passato, senza che l’industria esistesse.
L’azione umana oggi amplifica il fenomeno, sì, ma non lo genera. È ampiamente dimostrato che gelo e calore, cicli glaciali e interglaciali, si sono alternati da sempre. Alcuni scienziati attribuiscono la “Piccola Era Glaciale” alla riduzione dell’attività solare. Ma il perché dei bruschi cambiamenti climatici nel corso della storia resta ancora in parte misterioso.
Anche gli antichi romani affrontarono ondate di calore tremende. Secondo uno studio pubblicato su Environmental Research Letters Journal, le loro estati non furono meno torride delle nostre. Con una differenza non da poco: noi, almeno, abbiamo il condizionatore. E il frigorifero.























