“L’Italia non è più sola”, “i migranti verranno redistribuiti tra gli Stati membri”, “chi tra i partner europei non prenderà la sua quota di migranti subirà danni economici”. Quante volte abbiamo sentito il premier Giuseppe Conte ripetere queste favolette con aria soddisfatta? Puntualmente credeva di avere incassato un successo a Bruxelles, invece era un altro pugno nello stomaco degli italiani. Di fatto la tanto decantata redistribuzione non è stata realizzata e i clandestini che toccano le nostre coste vengono sì trasferiti dalla Sicilia ma non al di là delle frontiere italiane, bensì vengono spalmati su tutto quanto lo stivale.

Sono Lombardia ed Emilia-Romagna le regioni che accolgono più migranti, fino al 22% di coloro che arrivano illegalmente sulle nostre coste finiscono poi in una di queste due aree della penisola. Al 31 agosto, in base ai dati aggiornati ieri dal Viminale, risulta che degli 84.557 immigrati in accoglienza sul territorio nostrano ben 11.129 si trovano in Lombardia e 8.731 in Emilia-Romagna, seguono la Sicilia con 7.941 (di cui 1.248 negli hotspot), il Lazio con 7.772 e il Piemonte con 7.752 extracomunitari, poi Campania, Toscana, Veneto e così via. Soltanto Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto garantiscono quotidianamente vitto e alloggio a 32.811 migranti.

Quindi, sebbene i migranti sbarchino in Sicilia e quest’ultima si percepisca e sia percepita come la Regione sulla quale grava maggiormente la problematica dell’immigrazione clandestina, sono pure le Regioni del Settentrione a doversi ribellare alla incosciente politica di accoglienza di chiunque perpetrata dai governi di sinistra prima e del governo giallorosso oggi. Infatti, è il Nord a recepire la maggior parte dei forestieri che si trasferiscono in Italia via mare. Ecco perché la Lombardia in primis dovrebbe unirsi alla protesta siciliana promossa sia dal governatore Nello Musumeci che dalla popolazione locale, stanca di essere terra di nessuno in cui flotte di immigrati piombano senza sosta. In 4 giorni, da giovedì 27 agosto a sabato 30, sono giunti a Lampedusa 1.625 clandestini. Si tratta di individui, peraltro, che spesso si rivelano positivi al coronavirus (di fatto, il 4% dei tamponi eseguiti sui migranti risulta positivo) e che, ammassati negli hotspot come sardine, si contagiano reciprocamente e diffondono il virus all’esterno delle strutture in quanto di frequente si rifiutano di rispettare l’obbligo di quarantena, dandosi alla fuga.

La problematica sempre più preoccupante ed incandescente dell’accoglienza dissennata non riguarda soltanto il Mezzogiorno e la Sicilia, ma investe tutti gli italiani e in particolare le regioni del Settentrione, che dovrebbero rifiutarsi da subito di recepire migliaia e migliaia di immigrati illegali che ormai la fanno da padroni.

libro ali di burro

Il primo libro di Azzurra Barbuto
A 10 anni dalla prima edizione, la seconda è ora disponibile su Amazon in tutte le versioni

Acquistalo su Amazon